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Rivincita Sudamerica: il migliore è Forlan

A dodici anni fece una promessa alla sorella Alejandra, cinque anni più grande, che era rimasta paralizzata in seguito ad un incidente stradale. "Diventerò un calciatore famoso per guadagnare i soldi necessari a pagarti i migliori medici del mondo". A quasi vent'anni di distanza quella promessa puo' dirsi non solo mantenuta, ma onorata anche con il premio di miglior calciatore del mondiale: Diego Forlan, attaccante dell'Uruguay e dell'Atletico Madrid è il raggio di luce che rischiara appena il fosco cielo del calcio sudamericano. La sua vittoria, nell'elezione riservata ai giornalisti accreditati, è arrivata anche un po' a sorpresa. Forlan ha vinto con il 23,4% dei consensi, superando di poco quello che pareva il super favorito, l'olandese Wesley Sneijder (21,8%) e lo spagnolo David Villa (16,9%), ma non è certo una vittoria scandalosa o immotivata: con i suoi cinque gol e la sua presenza costante e minacciosa sotto porta Diego Forlan ha trascinato una nazionale carica di gloria e di acciacchi ad un traguardo che non raggiungeva da quarant'anni.
   
Parlare di sorpresa, per uno che ha sempre segnato valanghe di gol e vinto per due volte la Scarpa d'Oro come miglior bomber europeo, pare un po' ridicolo. Ma è indubbio che su di lui non ci fossero tutte le aspettative che incombevano su altre stelle che al mondiale hanno sfigurato. E a 31 anni compiuti non rimane che constatare che gli è sempre mancato un piccolo passo per passare dalla schiera dei grandi giocatori a quella delle star internazionali. La sua occasione di esplodere l'ha fallita al Manchester United, tre stagioni e dieci gol, dove era arrivato nel 2002. Poi però l'ingaggio di Rooney lo convinse a cambiare aria: trovò la sua seconda patria in Spagna. In sei stagioni, fra Villareal e Atletico Madrid ha segnato oltre cento gol, è stato per due volte Pichichi (capocannoniere della Liga) e altrettante Scarpa d'oro.

Il 2010 è stato il suo anno magico: coppa Uefa con l'Atletico Madrid, quarto posto mondiale con la nazionale e il premio che in passato è andato a gente come Zidane, Ronaldo, Maradona e Romario. "E' un premio vinto grazie ai miei compagni - ha detto dopo aver preso l'Adidas Golden Ball - sono loro che voglio ringraziare". Con il mondiale sembra che tutti i grandi club si siano improvvisamente innamorati di lui. Il suo primo tifoso è sir Alex Ferguson, uno che di calcio qualcosa capisce. Difficile dargli torto: sono pochi nel mondo gli attaccanti prolifici e completi come Dieguito, forti di piede e di testa, opportunisti e con un buon tiro da lontano, pericolosi sui calci piazzati e preziosi nel movimento senza palla. A lui starà a questo punto prendere una decisione: se rimanere a fare il re in un club dalle medie dimensioni (ha ancora tre anni di contratto con l'Atletico) o cercare l'occasione per vincere una Champions League.

Alejandra Forlan oggi dirige una fondazione benefica a lei intitolata che con i guadagni del fratello è impegnata in vari progetti: "è una persona con uno spirito speciale - ha detto Diego - mi ha sempre motivato e io la rappresento in campo. Questo premio è anche un po' per lei e per le sue gambe che si sono fermate per sempre in una tragica sera di 19 anni fa".